RISCRIVERE IL FEMMINILE

RISCRIVERE IL FEMMINILE

Workshop Sabato 25 Maggio dalle 14 alle 18 , Spazio Qui e Ora Ravenna

Costo: 50 euro correttamente fatturate

Posti limitati: ci si iscrive confermando la propria presenza: giugi@giuliascandolara.com/ T. 3275304126

Il pagamento del Workshop avviene tramite bonifico entro e non oltre il 22 Maggio

 

Cos’è il femminile? In realtà è un’idea, un percepito che viaggia tra le persone,  fatti di cronaca, cambiamenti sociali. Il femminile, da qui, è un terreno vago su cui si può lavorare e dove non c’è potere di trasformazione. Tutto ciò che viene incontrato da questo punto di vista ci restituisce solo molte parole e poca esperienza trasformativa, risolutoria.

 

Come donna, come professionista sono invece intenzionata a riscrivere il femminile non dal mondo delle idee ma da un punto decisamente più accessibile, valido: il corpo.

A prescindere da tutti i discorsi che si possono fare sulle ferite femminili (anche qui: quali?)l’unico terreno utile per cambiare qualcosa è il corpo stesso della donna. La mia proposta laboratoriale e tutto il mio approccio alle relazioni si fa forza di questo: dare una misura concreta, “incarnata” e personale alle emozioni.

Il workshop “Riscrivere il femminile” porta come focus la relazione che ogni partecipante ha con il proprio vissuto, fisico ed emotivo. Le ferite, i lutti, la tristezza, la rabbia si annidano nelle fibre muscolari, nel tessuto miofasciale, sotto gli occhi, fra le spalle, nelle gambe, attraverso i tendini. Potremmo allora parlare di quella che io chiamo “una anatomia della sofferenza”.

Le donne, i corpi delle donne parlano in ogni momento il linguaggio di queste ferite, più o meno lievi.

Il processo della relazione d’aiuto non ha come “obbiettivo” quello di risolvere o guarire. Non solo “guarigione” non è la parola adatta, non è nemmeno una parola utile.

 

Non c’è nulla da guarire nel femminile. Contratture, curvature dolorose sono la giustezza del corpo. Non possiamo voler “guarire” la giustezza del segnale, del messaggio che questo strumento prefetto ci rimanda. Possiamo invece integrarla!

Le parole chiavi per riscrivere il femminile sono piuttosto le seguenti:

-integrazione del messaggio: cosa mi dice questa parte?

– ascolto autentico delle architetture del corpo, le mie, come dato unico, come corpo vissuto da me sola

– accettazione della perfezione del messaggio, come avvicinare la calma, continuare la propria strada

Come puoi vedere, cara lettrice, nulla di roboante.

 

Lavoreremo sul tuo corpo attraverso gesti minimi, con un’attenzione profonda. Andremo a risvegliarlo, ascoltarlo, incontrarlo, accoglierlo e useremo la scrittura per ricevere, dopo questo lavoro di fine contatto, tutte le parole vibranti che esso desidera donarci.

Tutte le 4 ore saranno un intenso e delicato tempo di contatto con te stessa e scrittura attraverso esperienze che faremo in cerchio, insieme, in un piccolo gruppo di donne.

 

Chi sei? Che suono ha il tuo nome? Com’è stata la tua nascita?Quale parte vuoi ascoltare di te, in questo momento? E come vuoi farlo?

Conduco l’esperienza  proponendo vari momenti di ascolto del corpo, ora in lento movimento, ora concentrandosi su una sua parte. Il dato fondamentale è l’imprevedibile, l’ascolto autentico. Lavoro stando a presa diretta con tutto ciò che può emergere da questo tempo di qualità e dalla successiva scrittura a presa diretta con i vissuti.

Allora tu puoi davvero riscrivere il femminile. Senza stare nei discorsi comuni, nei concetti preconfezionati, nelle soluzioni guidate dal mondo delle idee. Allora, abitando questo spazio autentico, puoi comprendere (prendere con te) la donna che sei, fare la sua, la tua strada.