PROFONDAMENTE IN LEGGEREZZA

PROFONDAMENTE IN LEGGEREZZA

Ognuno di noi può dire di averne viste delle belle, nella propria vita, cose pesanti, momenti durissimi, lutti e… Alt! Ma non doveva essere un post sulla leggerezza? Esattamente. E forse allora, caro lettore, potrai obbiettare sul mio inizio. Facciamo però una riflessione.

 

La leggerezza… cos’è? E quando vi ricorriamo?

 

Potresti essere indotto, indotta a pensare all’adolescenza o al vivere le cose superficialmente. Ancora, potrebbe venirti alla mente la leggerezza della primavera dove tutto sboccia in modo naturale senza troppa fatica, o il volo di una elegante farfalla.

 

Crediamo in qualche modo che nella sofferenza, nel crescere noi stessi debba esserci in maggior quantità una tremenda combinazione di stress, paura, dolore. E invece no, così non è. Anche nel dolore della perdita qualcosa viene a sollevarci, anche per poco, forse attraverso il sonno o la “banalità quotidiana” del doversi cucinare un pranzo.

 

Anche la fatica del cambiamento, anche le sfide più ardue contengono, in alcuni istanti, il potenziale della leggerezza.

 

Personalmente ho perso entrambi i genitori molto presto, molto presto mi sono confrontata con altre grandi sfide della vita e oggi, da professionista, ritorno con la mente alle mie difficoltà. Come mai secondo voi si sceglie di diventare (ad esempio nel mio caso) Counselor o Arteterapeuti? Quando il dolore se ne va restano delle tracce, scie spendibili per il bene di tutti, informazioni che certamente hanno bisogno di essere strutturate, formate e canalizzate ma che già contengono la possibilità di mettersi al servizio del bene comune. Sono dei respiri di consapevolezza. Li viviamo tutti.

 

Sto unendo dei pezzi, caro lettore, dunque non perdere il filo e seguimi in questo mosaico per avere alla fine un’immagine del Tutto.

 

Quando ho iniziato a lavorare come Arteterapeuta e Counselor, reduce da esperienze personali decisamente forti, formata da altrettanti insegnanti imponenti e più o meno severi, mi sono orientata lavorativamente verso sfide altrettanto impegnative: l’arteterapia con pazienti psichiatrici, il lavoro nei centri antiviolenza, le collaborazioni in equipe con medici psichiatri e infermieri, oltre che assistenti sociali e psicologi.

Ho iniziato solo qualche anno più tardi a rivolgermi a utenti privati, donne con i propri figli, uomini e donne in gruppo e in individuali. Lavorando su tematiche come l’abuso, la violenza, la malattia mentale ci si abitua a lavorare con una determinata pressione sulla realtà e questo da grandi risultati. Più le persone sono provate più cercano la leggerezza in piccoli gesti, più hanno bisogno di essere contenute e guidate.

 

Cosa cambia dal mio punto di vista quando l’utente inizia ad essere un cliente privato, sia uomo o donna? Cosa accade quando i gradi della sofferenza e dello stress sono (per quel che concerne il cliente di un Counselor e di un’arteterapeuta) in qualche modo “minori”?

 

L’invito, sia per il cliente che per il professionista, è a mio avviso quello di entrare nelle profondità delle relazioni con leggerezza. Molte persone hanno il terrore di intraprendere un percorso individuale o un laboratorio di gruppo. Non credo che sia solo una questione di mentalità ma di pesantezza e leggerezza. Le clienti e i clienti che incontro sono così assuefatti e saturi dalla narrazione delle proprie fatiche che:

1) non desiderano cambiare o toccare ciò che credono essere la normalità. Meglio lamentarsi, l’impegno è minimo, fuorviante, le illusioni altissime

2) diversamente desiderano uscire immediatamente da tutte le loro sofferenze, con lo stesso ” effetto clic” che si sente nel premere il tasto “Ordina” su Amazon.

Non possiamo che crescere lentamente e in leggerezza, come un bambino che cade e prova continue risalite, ricordandosi di fare esperienza di sè mentre si rialza. Per i bambini non è importante solo stare in piedi ma giocare ad arrivarci. Non solo non è utile la fretta, non è nemmeno utile volersi calare o “del tutto fuori” dal problema o del tutto “dentro” al problema.

 

E’ invece molto interessante incontrare le proprie profondità relazionali uno strato alla volta e, con leggerezza, cadere verso il fondo di sè, dove siedono  e ci attendono risorse e valori. Come una piuma potremo allora sperimentare la nostra intrinseca qualità di “esseri leggeri” anche per lunghe durate, per tragitti molto estesi e vorticosi.

 

Contattami al 3275304126 per informazioni sulle individuali di Counseling, sui LIBERI PERCORSI DI TALENTI® e i laboratori di Arteterapia