PERCHE’ NON SAI PIU’ GIOIRE DELLA TUA VITA?

PERCHE’ NON SAI PIU’ GIOIRE DELLA TUA VITA?

Avrai certamente sentito parlare di ego. Ciò che questa entità mentale desidera  è che tu possa restare addormentato  nel passato o nel futuro.  Se la tua mente è in uno di questi due tempi vieni meno al presente e alla gioia racchiusa in ogni momento.  Dopo l’uscita  del libro di Eckhart Tolle “il potere di adesso” molti sanno che ci si può allenare  a questo “ritorno al presente”. Al contempo passato e futuro sono stati allontanati, come  nemici. Se in primis “sapere della Presenza” e “praticarla” sono due qualità differenti  ti domando una cosa:

 

è proprio vero che essere nel presente sia la soluzione a tutti i mali dell’ego? A Mio avviso no.

 

Se è vero che per disinnescare l’ego possiamo respirare e tornare al presente è però altrettanto valido sentire che questa è metà della verità, metà della soluzione.

Ogni essere umano non può privarsi del proprio passato né tanto meno del futuro, vale a dire di “qualcosa” che lo faccia avanzare nel mondo e “qualcosa” che gli restituisca il senso di provenire da un origine.

Non siamo chiamati a vivere solo nel presente, ce lo dimostra la stessa evoluzione del mondo, dalla paleontologia alla storia. Abbiamo bisogno del nostro passato per conoscere le nostre radici, conoscere le risorse degli avi e soprattutto per  sapere quali sbagli non vogliamo più rifare. Ad esempio oggi possiamo riflettere sul nazismo e di fronte a questo precedente decidere cosa non nutrire come uomini, al fine di tutelare la nostra umanità.

 

Perché l’essere umano è disorientato e non sa gioire di sé?

A mio avviso, a fianco della preziosa Presenza di Tolle possiamo integrare un’altra riflessione, là dove per riflessione intendo ri-flettere, flettere su di sé, andare “dentro”.

Chi è che cade nell’ ego? Tutti noi, a prescindere dalla volontà e dalla pratica macinata per restare presenti. Ciò che ci depista , chi più chi meno è la narrazione storica dei fatti della nostra vita. Continuiamo a raccontare la vita, quella quotidiana e quella passata come se il vero focus dell’esistenza fosse il racconto.

È per questo che l’ego ama i telegiornali, i fatti di cronaca, le tragedie, le storie di violenza,  le piccole critiche quotidiane, le maldicenze tra colleghi, il frugare tra le vite degli altri come si fosse alle prese  con un guardaroba.

 

Tutto questo nel tempo ha preso il posto della conoscenza con la “C” maiuscola”. Le parole non sono più votate alla scoperta ma alla critica. La storia quotidiana non è indagata per comprendere sommi scopi dell’esistenza ma  vissuta (attraverso la narrazione ed il romanzo) per spulciare tra i fatti e i fatterelli delle persone a noi prossime. Nell’ evoluzione ci siamo rimpiccioliti. 

 

Ammettiamo anche che tu riesca a godere del Presente. E poi? Questa non è una domanda dell’ego ma direi “dell’evoluzione”. Ricadiamo facilmente nel pensiero, negli affanni, nella rabbia e nella narrazione noiosa e pettegola perché non stiamo impiegando l’umanità che conteniamo. Ci incuriosiamo poco e ci occupiamo poco di chi siamo realmente. La conoscenza è il nostro futuro. Senza di questa il presente rischia di diventare un’astrazione dalla vita.

Non  conosciamo più la gioia di noi stessi perché siamo andati terribilmente lontani dal mistero della nascita. Non ci stupiamo del cielo che sovrasta le nostre teste. Sappiamo pochissimo del nostro corpo e abbiamo sostituito la cultura con il consumo e con la critica.

 

Cosa accade a questo punto?

Siamo diventati la specie più evoluta  nel consumo,  Homo Consumptor . Anche quando desideriamo guardare dentro noi stessi finiamo per scambiare il “servizio alla persona” per un “prodotto”. Ciò significa che non sappiamo più inserirci nel fiume dell’evoluzione e che vogliamo dei risultati, a prescindere da ciò che sia il volere della vita per noi.

 

L’olismo come rifugio segreto dell’ego

Cerca qualcosa che ti faccia crescere, che ti dia strumenti per educarti alla libertà. Cerca sapendo che l’Universo ed il suo profondo mistero esistono da 14 miliardi di anni, l’uomo da 6. Questo rende bene l’idea di come gli sviluppi degli ultimi 50 anni ci abbiano fatto perdere il senso della vita e del tempo reale che sottende a noi stessi.

La gioia arriva dal riconoscimento del mistero della nascita. L’abbattimento dell’ego è il lavoro di un’intera vita e non può comprendere solo il tuo presente. Deve per forza annettersi alla tua genesi e tendere verso il futuro del mondo.

Il mito del presente rischia di essere un fraintendimento,di diventare l’esclusione della nostra storia. Dipende solo da noi e da come integreremo la sua lezione. Ci stiamo perdendo perché stiamo dimenticando le direzioni del mondo: ciò che è stato, ciò che sarà ci orientano e ci immettono nel fiume dell’esistenza.

Quando troviamo rifugio nel mondo dell’olismo abbiamo da comprendere cosa realmente può distruggere l’ego, migliorare la conoscenza di noi stessi, farci crescere insomma. Diversamente stiamo ancora comprando un prodotto. Abbiamo solo cambiato il posto in cui lo facciamo. Ancora, il mondo dell’olismo non ha da essere un rifugio o un altro contenitore entro cui versare le proprie pretese di consumatori.

 

Il viaggi di sé

Tornare a gioire di sé richiede principalmente il riconoscimento del valore della vita. Questo valore, come spiego attraverso il mio approccio è insito nell’ embrione. L’unica cosa che ci può riportare a casa dallo smarrimento non è la presenza al presente bensì riconoscere di appartenere ad un mistero e di questo gioirne.

 

Quando siamo bambini sappiamo gioire non tanto di ogni attimo “in sé” ma dell’esperienza complessa che è il mondo, il corpo, l’altro, il gioco. La cultura, la conoscenza sono alla base della nostra gioia. Si tratta di una cultura legata più che mai alle fondamenta della vita.

 

Il bambino sa stupirsi ed incantarsi dei suoi piedi, degli insetti che lo circondano, delle infinite possibilità della vita. L’unica cosa che distrugge l’ego è la gioia di fare esperienza di sé, un tempo impiegato bene e speso a conoscersi.  Ciò che abbiamo da gratificare è l’invisibile mistero della nostra vita. La nascita è la gioia più grande, il dono già ricevuto. Ogni giorno di vita speso alla conoscenza di sé ne è la sua celebrazione.

 

Sessioni individuali di Counseling ad approccio embriologico™: 3275304126 / giugi@giuliascandolara.com