I MILLENIALS: chi sono, incontriamoli con Counseling e Arteterapia

I MILLENIALS: chi sono, incontriamoli con Counseling e Arteterapia

Avete mai sentito parlare dei Millenials? Il termine arriva dall’America e si riferisce alle nuove generazioni, a tutti quei ragazzi nati tra l’anno 1982 e  2001. Chi sono i Miellenials e perchè ho deciso di iniziare a parlarne? Come sempre il tema è complesso e non basterà un articolo per comprendere il carattere, i valori, i talenti e le peculiarità di questa nuova Generazione.

 

Partiamo con il termine. Millenials o Generazione Boomerang perchè come l’omonimo oggetto sono destinati a “tornare indietro”. Dopo un’esperienza di lavoro tornano a casa, dopo un breve periodo di convivenza tornano tra le mura domestiche dei genitori. Dopo una fase di studi, ancora una volta, tornano. Questo è uno dei movimenti che caratterizza la nuova generazione ma non è tutto.

 

I Millenials sono una generazione estremamente complessa. A loro stiamo lasciando le chiavi del Mondo. Non li conosciamo e sono fortemente in crisi con il piano di questa realtà. Perchè?

 

Perchè gran parte della loro crescita è avvenuta attraverso l’uso della tecnologia. Si aprire quindi  un’indagine di enorme sensibilità sul tema dell’educare attraverso l’uso delle nuove scoperte tecnologiche.  Apro e chiudo parentesi per poi tornare al tema principale. E’ indispensabile però che l’uomo sia conscio di come, fin dalla formazione nelle scuole elementari, l’introduzione della tecnologia sia una possibilità tutta da osservare e non sempre tesa univocamente alla positiva costruzione di sè.

 

Rudolf Steiner nella sua educazione Walford dava ampio spazio alla corporeità e all’uso di materiali non troppo definiti (il gessetto invece del pennarello ad esempio). Tutto perchè lo strumento utilizzato dal bambino potesse veicolarlo verso la propria naturale espressione, conducendolo ad una sana e aderente propriocezione.

Senza per forza citare Steiner, figura oggi mal-interpretata spesso dagli stessi “steineriani” e ancora sconosiuta nonostante i molti studi su di lui, quello che voglio dire è che l’individuo che cresce ha bisogno di esperire concretamente sè stesso ad esempio attraverso il tratto, o con il processo concerto della scrittura. E’ importante che ci sia anche una fisicità dell’apprendimento. La nostra società sta sempre di più eliminando l’attivazione di queste qualità attraverso un uso decisamente anticipato della tecnologia. Questa considerazione andava assolutamente fatta.

 

Abbiamo davvero urgenza di dedicarci ad un ETICA della tecnologia. Perchè gli attuali Millenials fanno così fatica a trovare il proprio posto nel mondo? Perchè per loro, questo mondo fisico, non è a tratti nemmeno percepito.

 

Quali sono allora i punti da cui nascono i Millenials? Da quali scelte parte la loro esistenza?

 

1. Da piccoli potevano avere tutto ciò che volevano dalla vita, solo perché lo volevano

Sono ragazzi totalmente impreparati alla vita reale e ai suoi confini, alle sue naturali frustrazioni. Arrivano da un’educazione altamente permissiva, senza confini, senza no. Al contempo vengono nutriti dell’idea di “specialità”. Il genitore rimanda al figlio un’immagine speciale ed unica che egli non potrà riscontrare una volta fuori, nel mondo del lavoro o nell’ambito scolastico. “Là fuori” nessuno è mai (purtroppo) realmente ed immediatamente considerato speciale. Un ragazzo cresciuto sotto l’egida di questa “educazione” dovrebbe sperare di trovare poi all’esterno un monastero Buddhista, forse. E il mondo ad oggi non lo è.

 

2. Sono altamente dipendenti dalla tecnologia

Negli ultimi anni, è quasi banale dirlo, la tecnologia ha avuto un incremento incredibile sulle nostre vite. Quello che non tutti sanno è che , al pari dell’alcool e delle droghe e certamente in maniera differente, rilascia dopamina. Questo significa che la tecnologia acquieta un bisogno, fornisce un (falso) senso di appagamento. Ecco perchè oggi più che mai è utile indagare maggiormente le conseguenza dell’impatto tecnologico. Siamo in grado di servicene senza diventare dipendenti? Nel momento di forti stress i ragazzi non si rivolgono mediamente al genitore bensì alla fonte del proprio piacere. Una volta dipendenti dalla tecnologia si rifugiano in essa nei periodi di ansia, tristezza,paura e rabbia.

 

3. Hanno scarsa capacità relazionale e difficilmente riescono a sentire quanto avere buone relazioni siano importante per la propria esistenza

I Millenials sono purtroppo incapaci di costruire relazioni realmente profonde con le persone. Le loro sono relazioni superficiali su cui non possono fare affidamento. Va da sè che è minato il senso dell’interdipendenza, la fiducia reciproca ed il contatto autentico fra pari.

 

4. Sono impazienti

Cresciuti in un mondo di gratificazione istantanea, senza mai dover attendere nulla ed ottenendo ciò che vogliono attraverso pochi “click” non reggono la frustrazione.

Tutti quei frangenti della vita che richiedono pazienza, calma e tolleranza creano in loro stress, ansia  e appunto impazienza.

Come possono, così, arrivare ad amare profondamente? Come possono scavare nel proprio lavoro, incontrando problemi, costruendo nuove risorse personali per diventare persone piene e lavorativamente felici?

 

 

5. Si sentono estranei in qualsiasi contesto lavorativo

E la spiegazione è semplice. Mai come nelle ore lavorative siamo chiamati/chiamate a metterci in relazione con l’Altro, prendere parte, creare dialogo ed interconnessione. In questo casa sono apertamente messi alla prova e di fronte ai propri limiti.

 

Arteterapia e Counseling posso essere di grande aiuto per ristabilire un contatto interiore e, di conseguenza, con il contesto sociale

 

I cerchi di Arteterapia sono un ottimo strumento per “fare ritorno a casa” e cominciare a contattare le proprie emozioni. Non solo. Essendo il lavoro svolto in gruppo questo dato è di per sè un grande beneficio per  chiunque abbia perso il proprio senso di interrelazione ed appartenenza al tessuto sociale.

Quest’anno ho scelto di dedicarmi a questa fascia di età che va dai 18 anni ai 30 perchè è indispensabile per il futuro di tutta la collettività.Non possiamo rimandare a questi ragazzi che sono inadeguati, che non fanno abbastanza, che non sono abbastanza. In qualche modo non è colpa loro bensì dell’educazione sotto cui hanno non hanno potuto costruire le proprie basi. Durante i cerchi di Arteterapia possono accorgersi inoltre che tutti, nessuno/a escluso/a, è colmo delle stesse paure e della medesima confusione.

 

Confusione. E’ la parola che viene nominata più spesso da questi ragazzi. E attraverso l’Arteterapia li possiamo davvero prendere per mano e, piano piano, educare a “sè stessi”.

 

In pochi incontri le cose cambiano visibilmente perchè se è vero che sono andati “molto lontani da quì” è altrettanto vero che basta dedicare loro un po’ di attenzione per “riaverli indietro” non come un boomerang ma come persone fresche e piene di talenti da scoprire.

Anche il Counseling rappresenta una strada per incontrare le tematiche più delicate, quelle che magari non porterebbero nel gruppo come ad esempio le prime relazioni sessuali ma anche i sogni e le paure più profonde. Sarà un lungo viaggio, questo fare ritorno. Diversamente saranno costretti a vagare nell’etere della virtualità.