LAVORARE GRATIS O OFFRIRE QUALCOSA         

LAVORARE GRATIS O OFFRIRE QUALCOSA         

C’è una grande differenza fra le due cose ma non è chiara a tutti. Anche lavorare gratis è una possibilità, a patto che sia una tua scelta. Vediamo però nello specifico le due realtà.

 

LAVORARE GRATIS   

È una possibilità, anche se personalmente la escludo in maniera categorica. Come fai a capire la differenza tra questo è “offrire qualcosa”? Non semplice. Di primo acchito mi viene da dirti: la differenza è l’emozione alla base.

Un esempio? Una volta ogni 5 mesi circa (anche meno a volte) offro  per un mese intero delle sessioni gratuite a chi non ha mai lavorato con me. Non sto lavorando gratis. Sto offrendo il mio tempo. È una scelta.

 

LO STAGE, IL PRATICANTATO, LA GAVETTA A VITA

Se sei uno studente e stai effettuando uno stage extrascolastico o immediatamente  dopo la conclusione delle scuole ci sta che non ti paghino. Ti stai formando, soprattutto per non fare casini.

 

Quando lavoravo come stilista in azienda ho visto stagisti combinare pasticci inenarrabili. È giusto così – nel limite del possibile. Sono in azienda per imparare, soprattutto a non far danni, i primi giorni.

 

Poi galoppano come non ci fosse un domani. Durante lo stage qualsiasi rimborso spese è una manna.

Attenzione: esistono aziende virtuose che aiutano stagisti, tirocinanti e li tutelano entro forme contrattuali sempre possibili. Altre no.

 

DIVERSO È IL CASO DEL PRATICANTATO

Ti stai formando per essere una risorsa attiva dell’azienda. Se non ti pagano stanno commettendo un paio di scorrettezze. Ti allego qui un link che forse può aiutarti ad approfondire il tema. In sostanza ti devono pagare, certo, non uno stipendio pieno ma dalle 500 alle 800 euro a seconda dei  casi.

https://www.tutored.me/it/contratto-stage-e-tirocinio-2019/

https://www.soldionline.it/guide/lavoro/contratto-lavoro-tirocinio

 

NON  È UNA VELLEITÁ, É UN DIRITTO

Essere pagati, intendo. Solo che chi è tendenzialmente creativo i diritti e le regole del lavoro, molto spesso, se le perde per strada perché è desideroso di collaborare con quel marchio importante, macinare strada, andare.

Se sei un collaboratore esterno, uno che quindi non sarà poi nell’organico dell’azienda dopo un praticantato, le incognite aumentano. Benvenuto nel mondo dei pazzi liberi professionisti, dove ogni giorno si va a caccia e una gazzella (tu) sa che dovrà cooorrere molto.

 

SE LAVORI GRATIS PER UN’AZIENDA E TI STA BENE COSĺ

I casi possibili sono tre:

  • L’azienda per cui lavori è la tua e stai investendo. Se sei immerso in una super idea originale e innovativa puoi andare di crowdfunding o cercare soci di capitali
  • hai agevolazioni interne come eredità, aiuti famigliari. Va benissimo se ne hai la possibilità, lascia perdere i giudizi o i pregiudizi e vai. Presta solo attenzione a una leggera sfumatura: rischi di non farti le ossa e non sentire il pepe al …. Potresti anche però rischiare di percepirne fin troppo, quindi in ogni caso sarai comunque sbilanciato. Tieni monitorato il senso del sacrificio e anche il senso di colpa,  mira dritto alla tua indipendenza.
  • Non ti va bene così, non hai agevolazioni interne: sei sfruttato. Allora facciamo 10 passi indietro. Il tuo primo compito non è “trovare lavoro”, ma imparare a non farti sfruttare, percependo il tuo reale valore. Non sei Dio ma non sei nemmeno una zecca. Sei tu, la tua misura, la tua esistenza incerta e incasinata (ma anche no). Datti un giusto valore.

 

LA DIFFERENZA IN SOSTANZA È COME TI SENTI (+ I SOLDI)

Se offri qualcosa del tuo lavoro (una parte o tutto se sei all’inizio del tuo fare e lo reputi interessante per 3000 motivi) stai sostanzialmente bene. Offrire non è pesante perché ricevi in cambio l’esperienza, la presenza delle persone. Poi, soprattutto, l’hai deciso tu.

 

Lavorare gratis, se non lo decidi tu, invece è semplicemente pesante ed opprimente. Lavorare gratis, se lo decidi tu, invece è un fattore che può farti sentire sbilanciat@. La soluzione è solo una : lavorare sodo per l’indipendenza. Quella ti mette le ali (+ i soldi in tasca).