L’ARTE E IL SENSO DI SE’

L’ARTE E IL SENSO DI SE’

Quando ero piccola ogni tanto mia madre lo faceva, sì, mi “provava la lezione”. Se coglieva qualche titubanza durante l’interrogazione casalinga tentava un incoraggiamento: “quando sai le cose devi andare sicura”. Mi dava coraggio, allo stesso tempo però mi mancava un passaggio.

 

Oggi mi suonerebbe più vera questa frase: “quando senti le cose puoi andare sicura”

 

Cosa centra questo con l’Arte? Direi tutto. Se il mio mondo è quello dell’arte allo stato puro e dell’arte come terapia è per un chiaro messaggio: l’arte ci fa sentire. Quando ho iniziato, 18 anni fa, a ricevere i doni dell’arte non ho avuto dubbi su quale fosse la strada. Oggi mi sembra di constatare che molte persone desiderino sentire meglio la propria vita. Non è vero che siamo tutti incanalati nel divertimento di massa, nel consumo smodato e nella mancanza di buone maniere. Non è vero. Ci sono sempre più persone che decidono ogni giorno di “sentirsi un po’ di più” e di farlo attraverso i sentieri dell’arte.

 

I sentieri dell’arte sono per tutti

 

Quando vado alle mostre resto incantata. Guardo le opere esposte e osservo anche chi, come me, per qualche ora si è fatto spettatore. Alcuni visitatori sono coppie che hanno preparato il pranzo a casa e sono fuori dalla mattina, fanno visita alla città solo per un giorno. Lo si legge dai vestiti e dagli zaini. Poi ci sono i piccoli gruppi di pensionati, gli insospettabili. Osservano lavori di arte moderna e contemporanea con lo stesso sguardo pulito e non giudicante. Ci sono i bambini, che non è vero, non sono tutti intenti a scorrazzare senza posa. Alcuni girano educati con l’ audio guida e interrompono l’ascolto solo per fare domande a un papà col naso all’insù. Perchè molti cercano l’arte? E quali sono le vie per partecipare all’arte, oltre all’esserne delicati o accaniti osservatori?

 

Laboratori, arteterapia, scrittura creativa, poesia, collage: tutti sono figli minori ma non per questo minori dell’Arte con la “A” maiuscola

 

Le persone s’incantano e si accendono quando possono costruire qualcosa, usare le immagini per lavorare su di sè. Nessuno le giudica, nessuno dice “non si fa”. L’arte libera tutti e lo fa a bassa voce, con colori sgargianti, a volte gridando ma sempre aiutando il suo fruitore. In tutti i laboratori che ho condotto ho sempre riscontrato la gioia delle persone nel lavorare dipingendo o scrivendo. Usare l’arte è come stare allo specchio. E’ anche come meditare o anche, perchè no, fare archeologia. Molti riscoprono lati dimenticati di sè, si sperimentano o lentamente imparano a piacersi. E’ magia? No, è arte, una parola che non si destruttura, non si spiega, non si sa. Si sente.

 

Quando l’arte ti contatta è il momento delle mille trasformazioni. Contattarsi con la poesia, buttare su un foglio i propri colori, scrivere a flusso senza obbiettivo sembrano gesti banali. Non lo sono. Restituiscono frammenti di anima, tratti di una personalità, nuovi inizi, traiettorie dimenticate.

 

Quando osservo gli adulti dipingere in un laboratorio di arteterapia rivedo dei bambini. Gli adulti stessi si rivedono a tratti bambini. Sanno di non esserlo ma sentono però che lo sono! intanto un contatto è avvenuto, i sogni del bambino interiore sono allora ancora accessibili. Forse si tratta di un bambino arrabbiato, annoiato, triste o dimenticato. In ogni caso il viaggio è iniziato. Sì, il viaggio a contatto con il senso di sè.

 

Per informazioni su laboratori futuri segui questo blog o contattami via mail: giugi@giuliascandolara.com,  tramite la pagina di contatto al sito o al numero 3275304126

 

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