LA QUIETE IN MOVIMENTO

LA QUIETE IN MOVIMENTO

La velocità è un mito moderno, per giunta non in tutto il mondo essere veloci, andare veloci viene recepito come un dato positivo. A prescindere da questo, però, più o meno tutti, durante la giornata, ci lasciamo contagiare dalla fretta degli altri.

 

LA TUA FRETTA E’ UNA PREZIOSA OCCASIONE

Riusciamo a mangiare pensando al lavoro, riusciamo a lavorare preparando il programma per la serata e continuamente ci collochiamo almeno 3 passi avanti da noi stessi.

A volte si tratta di una pura e utilitaristica programmazione della nostra vita, d’altronde non possiamo vivere (solo) in un eterno presente. Ma cosa accade quando la fretta incalza, tutto è schiacciato, gli accadimenti della quotidianità diventano solo una mansione dopo l’altra?

Quando sei di corsa è un’ottima opportunità di praticare la tua Presenza. Tutto ciò che fai è intriso della stessa preziosa sostanza. Per l’Universo e la materia la serata con gli amici ed il lavoro (che forse ami e forse no) sono fatti della stessa sostanza.

Allora puoi accorgerti come sia l’inganno della mente a rendere un momento, una situazione “più importante”, più preziosa di un’altra.

La tua Vita è divina, splendida, sublime, gioiosa in ogni momento. Essa è tale anche quando sembra che tutto ti sia avverso. Proprio quando corri, quando le cose non vanno come speri, è allora buono praticare una Riconnessione.

Se ti riconnetti alla sacralità della Vita potrai notare che essa vive ed è palpabile anche nei momenti più bui. Se respiri nel dolore accedi a risorse inaspettate. La centratura che coltivi nelle difficoltà ti resterà inoltre come memoria cellulare. Quando arriveranno i momenti più sereni avrai quindi maggiore forza e perseveranza.

 

LO STATO DI QUIETE DELL’EMBRIONE

Quando l’embrione si forma ci sono repentini cambiamenti. Nella vita di ogni giorno, per tutta la nostra vita, non ritroveremo mai così tanta crescita, così tanti cambiamenti come quelli avvenuti nei 9 mesi della gravidanza. In nove mesi, di settimana in settimana, accadono vere e proprie rivoluzioni.

Mentre l’embrione si forma è sempre ad un passo dall’ oblio. In questo oblio tutto deve andare bene, poiché se nei primi due mesi l’embrione non è in grado di formarsi come corpo, entro tempi stabiliti, morirà.

Eppure nonostante sia sempre a contatto con la polarità vita/morte l’embrione non conosce la fretta.

Tutti i movimenti, i cambiamenti, i passaggi repentini avvengono grazie a un continuo stato di quiete. L’unica cosa che potrà turbare questa quiete saranno le paure della mamma, percepibili dall’ embrione attraverso il cordone ombelicale e non solo.

 

ESSERE PRESENTI, COME L’EMBRIONE, ATTRAVERSO LA QUIETE IN MOVIMENTO

Allora cara lettrice, caro lettore, oggi ti propongo una piccola pratica. Non ti costerà nulla e potrai accedere a questa suggestione in ogni momento della giornata. L’unico “strumento” che ti occorre sei tu, la tua Presenza.

Prova.

Quando hai molti impegni, quando le incombenze ti fanno correre da un ufficio all’altro, da un supermercato al posto di lavoro, da casa al tuo appuntamento con gli amici, prova a non dimenticare il tuo respiro, nel suo ritmo di andata e ritorno, di inspiro ed espiro.

Eccoti alcuni spunti attraverso i quali tenere sempre uniti il tuo movimento ed il tuo respiro. Più li coordini e li abiti meno soffrirai di ansia, stress, paura, rabbia, confusione.

 

  • Ogni volta che inizi un’attività fai un inspiro profondo ed un espiro profondo, poi parti iniziando la tua attività (scrivere, viaggiare, lavorare, fare un colloquio). Impara a mettere delle virgole tra i fatti della Vita. Questa è una semplice ma ottima pratica. Ogni volta che nell’arco della giornata cambierai attività ripeti il tuo inspiro profondo e il suo espiro profondo.
  • Quando corri fra gli impegni porta con te il respiro, invece di rincorrerlo collocandolo fuori da te. Portalo con te e invece di respirare solo con il naso, aggancia il naso ai polmoni, percependo piuttosto il movimento della gabbia toracica, il suo riempirsi, il suo svuotarsi allargando il tuo torace specialmente ai suoi fianchi. Se lo fai per la prima volta può aiutarti questo esercizio, in piedi o da seduta. Porta le tue mani sulla parte alta e laterale del torace. Respirando dal naso assicurati che l’aria arrivi lì, allargando, espandendo la tua cassa toracica.

 

  • Se dovrai correre veloce non perdere l’uso dei polmoni, la loro presenza nel tuo corpo. Ricordati di loro e ti ricorderai di te. Anche di fronte alla sfida più grande è meglio arrivare con il respiro calmo, piuttosto che con il fiato corto.
  • Appena hai un momento vuoto della giornata respira, seduto/seduta, porta la tua attenzione al respiro, abbassando le spalle se sono costrette.
  • Ricorda sempre che tu nasci dalla quiete in movimento, questo è il tuo stato di grazia
  • Fai in modo che ogni gesto sia fatto con il sentimento (il sentire) di questa “quiete in movimento”. Perché avvenga l’unica via è che tu sia presente in te. Se sei nel tuo corpo, intero, non sarai nella mente, nei pensieri, nell’ ansia.
  • Ogni volta che la Vita ti urla in faccia rispondile con la quiete per quanto ti è possibile, la dove ti è possibile, quando te ne ricordi. Questo sarà il tuo inizio. Quando poi il tuo corpo recepirà la positività della quiete in movimento deciderai di dedicare più spazio al respiro, legato al tuo movimento. Abbi fiducia di questo.

 

Buona pratica di gesti minimi, appòggiati nella quiete in movimento.

 

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