ILLUMINATA COME LA POESIA

ILLUMINATA COME LA POESIA

La poesia è un’arte sottovalutata. La sua anima non inizia e non finisce sulla pagina stampata. Piuttosto, il libro di poesie, è l’ultimo approdo di parole che hanno volteggiato milioni di volte nel tempo.

La poesia è una relazione intima e profonda con l’esistenza. È una connessione privilegiata con la materia della Vita.

In un tempo storico in cui la bidimensionalità rischia di farci allontanare dall’ esserci, dunque dalla nostra espressione vitale più intensa, praticare la poesia ha a mio avviso un grande senso, inteso come direzione: quello di tornare aderenti a chi siamo,incontrando la Casa della Creazione.

 

IL PROCESSO CREATIVO NELL’ ATTO POETICO

Tutto può trasformarsi in un atto poetico. Grazie all’ Attenzione, che incontra la materia, la tua Presenza diventa esperienza. Fare poesia significa restare con gli occhi aperti, fiutare l’aria, affinare l’udito, sondare la percezione con tutto il nostro corpo, dai polpastrelli alla nuca, dal movimento alla pelle delle gambe.

 

Per fare poesia interagiamo con l’esistenza, la nominiamo e la rinominiamo. La tocchiamo, ci lasciamo contagiare, ribaltiamo, la strizziamo e stuzzicandola la invitiamo a darci un goccio del suo mistero. Tutta la creatività nasce con questo messaggio intrinseco: essere un’occasione di comunione (e comunicazione) con la Vita.

 

Nel processo creativo del corpo, dell’attenzione i 5 sensi possono esplorare una sinestesia ricettiva. Torniamo tridimensionali, usciamo dalla virtualità, facciamo ritorno a casa. La poesia può nascere allora dal silenzio, da un vento che entra nella stanza ed accarezza le tue gambe, accavallate. La incontri quando dici “aspetta” alla frenesia del mondo, agli incastri che la società ha preparato per te. Con la poesia tu dici alla ruotine :

“Aspetta. Aspetta a portarmi nel tuo nulla perché ho visto ora la vita, mi parla attraverso questa immagine, fra una strada e le persone che si muovono, colorate. Aspetta, impazienza, perché il mondo mi sta parlando”.

L’atto poetico è un gesto di carne, di ribellione inteso più che mai come “tornare al bello”.

 

NON LAMENTARTI. CREA E INCONTRA LA TUA VITA!

Ci lamentiamo perché vorremo un “qualche cosa che non so”. Lo cerchiamo ovunque, spesso tralasciamo lo sfondo dal quale si staglia tutto il nostro fare. Questo “sfondo” è l’esistenza, tutta.

L’anno scorso ho pubblicato il mio primo libro di poesie sentendo che avrei potuto anche farne a meno. Non avrei invece potuto fare a meno del viaggio che ho compiuto attraverso lo scrivere poesie. A volte la noia ha portato luce accecante, un piccolo rumore notturno ha risvegliato mille anime di ricordi. E mi ha riportata a casa, nell’ infanzia. Scrivere mi ha restituito la vita nel senso più etimologico del termine: riconsegnare qualcosa che si è ricevuto in dono.

 

Ho creato un laboratorio interamente votato alla poesia per permettere ad altre persone di ricevere la stessa esperienza.  Tornare alla nostra gioia, al dono della nostra vita è un gesto molto più piccolo di quanto si possa credere. Lo insegna ogni giorno anche l’embrione, al centro dei miei studi. Quando nasciamo e la nostra coscienza inizia a formare un corpo siamo grandi più o meno come un seme di sesamo. In noi la vita, prima di divenire molto grande, è infinitamente piccola.

 

Ricevere la poesia dallo spazio, un gioco di parole ritagliate o dall’uso del colore ridona il senso della misura della vita, permettendoci di comprendere che prima di cercarla nel grande ha senso ritrovarla qui, nel piccolo, dove ha iniziato il suo cammino.

Nel  laboratorio di poesia che propongo e che prende il titolo di “La poesia e l’inesprimibile” scrivere poesie è sempre l’ultimo passaggio di un’esperienza: quella a presa diretta con la materia della Vita. Questa materia è in alcuni  momenti il colore, il corpo, lo spazio. In altri momenti altro da tutto questo.

Ogni esperienza che compone il laboratorio (poesia e colore, poesia e Cut Up, la poesia nascosta attraverso il Caviardage®, poesia e spazio, il ritmo poetico) è un’occasione, una scusa per recuperare la gioia di essere umani, esplorare il mistero della materia, incontrare l’inesprimibile che sempre sottende alle nostre vite.

 

Vuoi partecipare al laboratorio?

Il prossimo appuntamento è Sabato 6 Luglio dalle 15.30 alle 18.30 a Prato, allo Spazio Indaco. Contattami per iscriverti al 3275304126 o via mail a giugi@giuliascandolara.com

Sempre a Prato, oltre che a Ravenna, sono iniziate le sessioni individuali dei Liberi Percorsi di Talenti®, nelle mattinate di Sabato 6 e 13 Luglio. Scopri di cosa si tratta QUI. Se desideri maggiori informazioni non esitare a contattarmi!