ESSERE QUI, ESSERE ALTROVE

ESSERE QUI, ESSERE ALTROVE

Essere nel presente, essere nel Quì e Ora. Onestamente ho la sensazione che negli ultimi anni il tema del Quì e Ora sia stato un po’ inflazionato. Essere nel Quì e Ora è stato un “motto perpetuo”, faccio ammenda, anche il mio, per diverso tempo. Ad un certo punto però ci si risveglia anche dalla favola del Quì e Ora. Cosa succede, poi, allora?

 

Cara lettrice, caro lettore, con questo inizio ho voluto un po’ provocarti a riflettere. Per fortuna l’uomo non può esistere solo in un eterno presente. Non solo. Come ci hanno dimostrato Proust, Einstein e molti altri nomi della scienza e della letteratura, esistono molti tempi, tempi della coscienza, tempi affini alle regole della fisica…

 

Ogni momento storico trascorso, presente o meno e da venire riflette sul tempo, forse perchè il tempo è tutto ciò che in fondo ci serve.

 

Essere nel nostro tempo sembra sollevare due grandi temi spazio-temporali, concedimi la ripetizione, caro lettore. Da una parte abbiamo “coloro che corrono verso il futuro”. Tutto ciò che è importante è sempre altrove, gli obbiettivi si collocano sempre in un lontano futuro o sono stati purtroppo schiacciati dai pesi del passato. Dunque bisogna correre pure il doppio. Correre verso qualcosa a tratti ci regala l’illusione che ci sia un “meglio da raggiungere”. Forse è così, forse no. Eppure non è in ogni caso tutto sbagliato questo “andare in avanti”, proiettarsi al futuro.

 

Essere solo e sempre Altrove è piuttosto una condanna, quella di vedere la propria felicità sempre spostata “un po’ più avanti” rispetto a dove siamo noi.

 

Se però allo stesso tempo impariamo a non ignorare lo stimolo del futuro possiamo cogliere un dato umano indispensabile. Per l’uomo non è solo indispensabile essere nel Quì e Ora bensì è altamente nutriente proiettarsi in avanti. Forse riflettendo sulle ricerche di Elon Musk (direzione Marte) e sugli obbiettivi della Cina (direzione Luna) potremmo vedere di moderare il nostro intimo senso del “andare in avanti”. Possiamo allora giocare, si,  possiamo giocare ed imparare a stare “tra” diverse dimensioni.

 

Da diverso tempo la Scienza affronta il tema del “Multiverso” piuttosto che di Singolo Universo. Cos’altro è, il Multiverso, se non la spiegazione di come noi viviamo il tempo?

 

A volte dunque abbiamo fermamente bisogno di essere (e stare) nel Quì e Ora, in altri frangenti è vitale proiettarci nel futuro che, no, forse non esiste ancora ma può certamente essere invitato “ad esserci” grazie alla creatività del nostro pensiero in proiezione sul tempo.

 

Possiamo davvero dire che il futuro non esiste è che il passato è appunto già andato?

 

Credo sia indispensabile oggi più che mai rinsaldare questi due tempi al Quì e Ora, in primis per evitare che il presente si faccia statico in modo innaturale, e poi per evitare di galleggiare nel non-tempo senza meta. Una meta è uno strumento interessante e utile, se non ne abusiamo. Allo stesso modo è fondamentale sapere chi siamo stati, perchè questo riveste di valore il presente e le sfide che stiamo incontrando oggi. Avere un passato concede casa anche al dolore, rendendo possibile un progressivo lavoro di consapevolezza. Ecco perchè reputo interessante, come in una danza, la frequentazione di diversi “posti temporali”. Si tratta di nutrirsi di vari cibi creatori della nostra coscienza. Non uno è meglio dell’altro.

 

Attenzione al Quì è ora. Noi siamo profondamente “tra” le cose della vita, sempre Quì e immancabilmente Altrove.

 

Ciò che siamo chiamati a fare è fiorire. Un fiore non dimentica mai di essere stato seme, non esclude l’idea dell’avvizzimento e della morte. Se in ogni momento tutto è presente il fiore continua a “proiettarsi verso”. Ogni passaggio è presente, ogni passaggio è registrato nel passato della sua crescita, tutto ciò che sarà è anticipato dalla sua presenza. La complessità umana rispetta le stesse evoluzioni e non può dimenticare le proprie radici, l’esserci, Quì e Ora, l’orientamento a venire. Anche l’altrove è un lembo valido e riconoscibile entro l’ampio spettro dei tempi umani.

 

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