CON LA VOCE DEI TERREMOTATI

CON LA VOCE DEI TERREMOTATI

Da Norcia salgo a Castelluccio in una giornata calda e di vento. Sto gravitando attorno ai paesini  colpiti dal sisma da qualche mese e sono impaziente. Mentre attendo il sì della casa editrice, quel si che darà il via alla pubblicazione di un libro sul sisma del 2016 voglio dire del terremoto. Così proseguo le mie interviste fra chi è rimasto nelle zone colpite.

Come mi ha detto qualcuno “il terremoto ci ha tolto le case, non la dignità”. Tra pochi giorni, il 24 Agosto sarà l’anniversario delle prime scosse del sisma, un evento più che mai dimenticato dalle istituzioni. Cosa farà questa volta lo Stato per commemorare le vittime di Amatrice, Illica, Accumoli? L’ennesima passerella?

 

Il terremoto è tema di tutti, un orizzonte a cui è doveroso guardare per imparare a ricostruire, specialmente il tessuto sociale.Quando salgo a Castelluccio, superate le lande verdi e serene incontro le macerie. La zona rossa inizia da subito. Le case sono aperte al cielo, le attività turistiche sono dislocate nei soliti container. Ho imparato a conoscerli. Alcune SAE (le soluzioni abitative di emergenza) sono state inaugurate a inizio Agosto, con tanto di presenza delle autorità e del Vicepresidente della Regione. Peccato non fossero ancora agibili e che in realtà mancasse ancora la pavimentazione. Ad oggi non sono state ancora consegnate ai cittadini. Dove si nasconderanno le istituzioni il 24 Agosto quando, a 3 anni dal sisma dovranno un po’ rendere conto di quanto non abbiano mai ricostruito?

 

A Castelluccio incontro Antonio, 28 anni. Lo intervisterò mentre Viktor starà per circa un ora da solo al loro gazebo, quello da cui vendono ciauscolo e prodotti tipici. Nella foto Viktor è a sinistra, con un sorriso mite. Antonio vive a Norcia ma lavora a Castelluccio, distante circa 60 minuti di strada. Prima lavorava in un bar, sempre a Castelluccio ma il terremoto l’ha distrutto e lui ha perso il lavoro. Così ha scelto di ripartire da zero, con qualche aiuto. Ha scelto di restare. La nostra intervista avviene all’ombra delle macerie. È qui che scegliamo di sederci.

 

A: Sia che piove, sia che tiri vento io qui sono sotto a un gazebo. Sempre. Come bagno abbiamo quello pubblico. Cerco di commercializzare i prodotti che ci da il territorio… la roveglia, la cicerchia…

G: Cos’è la roveglia?

A: è un pisello selvatico infestante. Noi adesso lo seminiamo… è molto pregiato, lo stiamo riscoprendo da poco e ha delle proprietà importanti. Viene usato soprattutto da vegani e vegetariani. La mia  è  una sorta di norcineria ambulante… prima Castelluccio era un paese vero. Prima  c’erano anche alberghi, quindi i turisti potevano fermarsi. Adesso di 200 camere ne sono  rimaste meno di 30. Il paese è morto, non c’è più nessuno che si può fermare. I residenti non ci sono più perché le case sono distrutte o inagibili.

G: Cosa ti amareggia di più?

A: Non vedo un futuro. Per il momento sto qua perché non voglio allontanarmi dalla mia casa. È ancora tutto da sistemare. Il terremoto non finisce con le scosse. Il vero terremoto arriva dopo, quando guardi casa e non c’è più, non c’è più il paese. Si spaccano le comunità, la gente se ne va. Tanti giovani qui si danno da fare ma non ti viene data la possibilità, te la devi costruire. Menomale i miei mi hanno aiutato.

G: Lo stato ha fatto qualcosa per i giovani?

A: Dopo il terremoto chi apriva una nuova attività, fino alla fine dell’emergenza sisma non avrebbe pagato le tasse. Però dopo il 2020 ci arriveranno tutti gli arretrati, quindi non è che le tasse non si pagano. Vengono posticipate. Si tratta di un’agevolazione temporanea. Prima del terremoto c’era tanto turismo, devi pensare poi che ora c’è molta meno gente.

G: Mi dicevi che i tuoi nonni vivevano qui…

A: Si, però nonno è morto prima del terremoto. Nonna invece dopo. Il trauma le ha creato abbastanza problemi… la comunità qui, secondo me non si riformerà mai più. Il terremoto è un cambiamento. Chi ha perso tutto si sveglia. Si sveglia e… io ad esempio ho cominciato tanto a girare per imprendere. Sono stato a Siena, Vicenza, giro sagre e fiere. Se no qui come faccio? Però dico… perché anche la Regione non investe in chi ce la sta mettendo tutta per  uscire dal terremoto? Le persone che stanno al governo, alla Regione non hanno subito il sisma. Quelli della Regione si sono trovati alle 3.36 del 24 Agosto a dover venire a Norcia per vedere quello che era successo. Ma non è che sono stati qui con noi, un anno, a dormire in macchina o dentro le tende. Poi per carità il camper è pure comodo… per una settimana. Non per due anni. Sembra proprio che tutti se ne siano dimenticati.  Ti faccio un esempio. Qui c’è stato l’ Happiness Festival, tutto organizzato da ragazzi della zona, un evento per cui viene gente da tutto il mondo. Secondo te è stato pubblicizzato su larga scala? Sono risorse! Tanti parlano dello spopolamento volontario dei comuni. Illica è dimenticata, al di là della montagna hanno avuto i morti. Chi ne parla mai di Piedilama, di Pescara del Tronto o di Amatrice? Di Arquata, di Visso?  Non ricostruiscono, non ripartono, non tolgono le zone rosse, non mettono in sicurezza. Non è solo un problema dell’Umbria ma del Lazio, dell’Abruzzo e delle Marche.

G: Il terremoto ha preso 140 comuni in tutto…

A: Noi qui ci proviamo ad andare avanti. La Regione, lo Stato non mi appoggia? Io ho sempre visto che chi fa da sé fa per tre. Se non mi danno una mano vado avanti da solo.

G: La sensazione di essere stati abbandonati è forte. Ho visto Amatrice e ho pianto per una settimana. Non c’è più niente, solo macerie. A Illica è rimasta solo una fontana…

A:… se ne lavano le mani. Sarà il Governo? Sarà un partito o l’altro? Questo io non lo so. So che sono più concentrati sulle passerelle. Ieri a Norcia c’è stata la Gelmini… e che ‘ce famo con la Gelmini? C’è stato Conte. Per quale motivo non si riesce a dare una smossa a queste macerie che abbiamo sotto gli occhi da tre anni, ogni giorno?

G: Chiaro…

A: Perché la ricostruzione è così lenta? Ma tu Stato vuoi ricostruire? Ti conviene? Diteci qualcosa. No perché… se tu Stato vuoi ricostruire, beh questo è l’opposto di quello che dovresti fare. Lasci le macerie quassù, la gente vede le macerie, piange, compra una cosa e se ne va. Questo può funzionare per 2, 3 anni. E dopo? Tra  5 anni? Fai vedere che piano piano ricostruisci! Non si è vista una ruspa. Oppure: non vuoi ricostruire? Cosa ci proponete di fare? La mia casa la rivedrò? C’è la volontà di ricostruire? Io non la vedo.

 

G: Senti… dov’eri quando c’è stato il terremoto,  hai voglia di dirmi qualcosa?

A: Il 24 Agosto avevo un giorno libero e sono sceso a Norcia. Mi sono sentito tirare fuori dal letto, erano le 3 passate e ho pensato fossero i ladri. Poi ho cominciato a sentire che cadevano le cose. C’era mia cugina, in casa, che è svenuta. Poi siamo usciti, volevo andare dalla mia ragazza perché non rispondeva più al telefono…i giorni dopo… se avevi l’acqua in bottiglia potevi berla se no niente. Le tubature erano tutte lesionate per cui l’acqua non era più potabile e non c’era nemmeno un bar aperto. Continuavano le scosse. Non potevi rientrare in casa, non avevi il gas e non potevi lavarti. I primi 10 giorni abbiamo dormito in macchina. Poi abbiamo iniziato a rimettere a posto qualcosa. Castelluccio era tutto bloccato e potevi salire solo accompagnato dai Vigili del fuoco. Il 26 Ottobre c’è stata la seconda ondata di scosse. C’era nonna all’ Ospedale… io una scossa così non l’ho mai sentita. Guardavo casa chiedendomi ‘quando cade?’. Il lampadario mi ha fatto una circonferenza su tutto il soffitto. Siamo usciti e siamo andati all’ Ospedale. Tutti in panico. In degenza c’erano almeno 20 persone tra cui mia nonna. Ci siamo messi in 4 ad evacuare l’Ospedale in attesa delle ambulanze che arrivavano da Foligno. Abbiamo dovuto scardinare le porte perché i letti non passavano. Tutto mentre la terra tremava.

G: …

A: Il 29 Ottobre ero a Montone per una fiera, a un ora e mezza da Norcia. Finalmente dormivo in un letto… e poi sento questo vento… strano… ‘no non è vento’ mi dico. Ero con il mio collega… accendiamo la televisione e vediamo la Basilica di Norcia completamente crollata.  Abbiamo lasciato tutto e siamo tornati a Norcia. Ambulanze, giornalisti, polvere. Fortunatamente stavano tutti bene. Passavano gli elicotteri…

G:… senti…grazie… qui sotto ho visto che intanto hanno inaugurato delle SAE…

A: Si, è venuto anche il Vicepresidente della Regione, hanno inaugurato le casette.

 

Le SAE sono soluzioni abitative di emergenza in poliuretano espanso. A seconda dei nuclei famigliari vanno dai 40 ai 60 metri quadri. I problemi strutturali non mancano. A Visso durante il primo inverno sono esplosi i boiler dell’acqua calda, mentre altrove si è creata molta condensa.

 

G: Senti però queste SAE non sono ancora agibili?

A: Già. Inaugurazione fittizia. Devono ancora finire i lavori.

 

Finiamo l’intervista e torniamo da Viktor. Antonio lo invita a fare una foto insieme. “Anche tu” gli dice.

Resto con loro ancora qualche minuto prima di andare a cercare  dell’acqua.

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