CHI SONO GLI INVIDIOSI?

CHI SONO GLI INVIDIOSI?

Chi sono gli invidiosi e come ci dobbiamo comportare quando percepiamo di essere soggetti all’ invidia di qualcuno? Allo stesso tempo cosa possiamo farne  dell’invidia, se ne fossimo colti?

L’invidia è il desiderio di raggiungere qualcosa, un posto, una competenza, una qualità che è invece nell’ altro e non sentiamo al momento in noi. Se in apparenza osservare ciò che fanno gli altri può essere stimolante, al contempo può essere dispersivo e può appunto creare invidia.

Quando una persona è invidiosa tutto il suo organismo cambia. Cambia il colore della pelle, cambia la posizione delle rughe sul viso, cambia l’odore e la qualità della persona.

Essere invidiosi non è infatti solo un’emozione: è anche una condizione fisica e biologia. Le conseguenze dell’invidia sono penuria interiore, eccessivo pensiero, un progressivo allontanamento dalle proprie reali e opportune competenze. Aumenta la facilità di arrabbiarsi, perdere la concentrazione e la calma.

 

Cosa accade agli invidiosi?

Gli invidiosi sono soggetti che vedono un solo lato della medaglia. Vuoi un esempio?
Forse tu invidi la bellezza di una donna e non immagini nemmeno quanti problemi le abbia dato, sul lavoro, questa bellezza. Una bella persona ha spesso più accesso alle relazioni ma non è detto. Non solo. Le persone belle devono a volte dimostrare maggiormente la loro intelligenza, affinchè vengano accolte per i propri progetti, oltre che per la propria immagine piacevole. A volte inoltre sono gli stessi invidiosi ad ostacolare, per invidia, i passi in avanti dei “belli”. In altre occasioni sono le avance sessuali, a creare ostacoli.

Gli invidiosi colgono nell’ altro il lato positivo di ciò che invidiano e non immaginano mai che ciò che loro invidiano abbia un “rovescio della medaglia”.

Chi invidia i soldi di qualcun altro ad esempio, potrebbe immaginare come la ricchezza porti amicizie finte, amori mercenari e pochi contatti davvero reali, basati sulla lealtà e la reciproca fiducia. Non è sempre detto ma è comunque una possibile “altra faccia della medaglia”.

Magari provi invidia per i successi altrui ma nemmeno per un istante ti soffermi a pensare alla fatica, alla quantità di tempo in solitudine che quell’ imprenditore (certo, per scelta) ha dovuto affrontare.

Essere invidiosi spazza via una parte considerevole della realtà. Non solo. Essere invidiosi è un ostacolo nel cuore. L’invidioso vede la persona come oggetto: è un oggetto di desiderio in ciò che fa, è un oggetto da annientare o distruggere, è un oggetto con cui (peggio ancora) mettersi in competizione. Se l’invidioso vedesse la persona farebbe piuttosto due scelte: si avvicinerebbe, per stima, in maniera umana, oppure si guarderebbe dentro.

 

Chi sono realmente gli invidiosi?

Tu non puoi invidiare persone che di cui non hai considerazione. In realtà dunque, gli invidiosi sono persone che stimano chi è “vittima” della loro invidia. Stimano la loro “vittima” per i traguardi raggiunti, per la bellezza, per ciò che hanno.

Non puoi invidiare una persona “messa peggio” di te. Ecco perché in realtà, ripulita dall’ atteggiamento egoico, l’ invidia non è altro che ammirazione.

Cosa puoi fare se sei invidioso?

Nel primo caso, se sei invidioso, ricordati che stai guardando dalla parte sbagliata. L’invidia è un depistaggio dell’ego, ti tiene solo lontano/lontana dalla realizzazione di te. Ciò che invidi forse ti può indicare una strada, così puoi trovarti a dire “anche io voglio essere ricca” ma non ti indica il come. I passaggi autentici sono nei tuoi passi, non altrove. Inoltre: che tipo di ricchezza ti aspetta? Attraverso quali forme? Invidiando ti stai precludendo l’esperienza irripetibile di te. Non solo.
L’invidia o i momenti di invidia hanno un odore. Forse la nostra parte conscia non reagisce ma il nostro corpo, lo stesso che fiuta odori, riceve stimoli e sensazioni, lo distingue molto bene… e reagisce di conseguenza.
L’invidia ostacola la relazione e la persona che tu continuamente osservi e prendi come riferimento non sarà mai libera di essere sé stessa con te, anche se in apparenza non è a conoscenza del tuo sentire. Il sentire è una chimica che viaggia nell’aria, ricorda. Quando provi invidia la emani da tutto il corpo. Diventi respingente, non puoi guardare l’altro con sguardo pulito: sei nel giudizio, nell’astio sottile.

Cosa fare? Volgiti a te stesso e inizia a provare piacere nello scoprire e sperimentare te. Senti cosa desideri fare e piano piano incamminati sulla strada della pratica di te, con gesti piccoli, quotidiani. Quando l’invidioso lavora sul quotidiano, sulle abitudini e su una programmazione lenta ma continuata del suo tempo, in base a obbiettivi misurati, può trovare la propria gioia. Quella che davvero l’attende!

 

Se sei vittima di invidia la cosa si complica maggiormente

Cosa puoi fare se sei vittima dell’invidia di amici e colleghi e te ne rendi conto? Per le persone empatiche ad esempio l’invidia  è una forma leggera di bullismo.

Il corpo reagisce sotto l’occhio dell’altro e non puoi mai abitare davvero, con appoggio, la tua predisposizione all’ incontro, al dialogo. Sei costretto/a a prendere distanze, a sorridere di meno, a non incontrare con cordialità.

Cosa fare? Presenzia. Quando senti che qualcuno in ufficio o fra gli amici prova invidia, presenzia con il dono. Abita il tuo corpo e regala uno sguardo presente, vigile, non giudicante. Non ridurti, non allontanarti. Resta ad abitare il tuo spazio.

Se la persona è in grado di intelleggere, a livello emotivo e biologico, il tuo messaggio, nel tempo cambierà atteggiamento osi allontanerà. Se non vedi miglioramenti nella relazione, ove possibile, allontànati per primo, per prima. Se questo non può avvenire schèrmati, abita la relazione con delle buone distante interiori. Si può stare a fianco di persone spiacevoli a te entrando nel tuo corpo, immaginando uno spazio molto ampio e vasto, contenuto appunto nel tuo corpo. Lì, lontano e distante, siediti, aspettando che tutto di te riceva questo input. Questa esperienza ti permetterà di non dover cambiare stanza, all’ arrivo dell’invidioso, o ridurre la tua persona, per non “disturbare”. Proteggiti, usa una distanza interiore rafforzata da un verbale respirato, fatto di calma e distacco.

Infine ricorda: è importante sapere quali emozioni ci appartengono e quali no. Perché devi comportarti male o peggio ancora subire se l’altro è invidioso? La cattiveria ti appartiene? Se no, abbandonala e ripeti a te: “lascio agli altri il carico delle proprie emozioni negative, ascolto adesso la mia pulizia interiore, la mia predisposizione alla gioia e al rispetto”.

 

Alda Merini diceva : “Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri”. Possiamo imparare a non farlo.

 

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